Chi valuta una piattaforma AI chiede quanto costa e si sente rispondere con un canone. Il conto vero ha tre voci, e il canone ne copre al massimo due.
Le tre voci sono la piattaforma, le persone, i consumi. Le prime due si scrivono in un contratto e si muovono quando decidi tu. La terza si muove da sola, tutti i giorni, ed è quella che a fine anno separa il budget rispettato dalla discussione con l'amministrazione.
Qui sotto ci sono le quattro domande con cui si legge un listino qualunque, il nostro o quello di chiunque altro. In fondo c'è il listino di Noeva per intero, come esempio di risposta.
«Quanto costa» ha una risposta solo se si sa che cosa varia
Il canone è la parte facile: è scritto, è fisso, si confronta. È anche la parte che conta meno.
Una piattaforma AI si paga su cose che cambiano mentre la usi: quante persone entrano, quanti documenti carichi, quanto lavoro fai fare ai modelli. Il numero che serve a chi deve decidere è la regola con cui il prezzo si muove, e quella regola sta nel contratto, non nella presentazione commerciale.
C'è anche un secondo motivo per cui la domanda arriva male posta: si fa in astratto, prima di aver scelto su quale lavoro la piattaforma dovrà girare. Un preventivo senza un processo davanti è un esercizio di fantasia, e si valuta molto meglio quando si è già scelto quale processo automatizzare.
Le tre voci del conto
La piattaforma
Lo spazio in cui il lavoro vive: il contenitore aziendale e le aree di lavoro al suo interno. È la voce che assomiglia di più a un abbonamento tradizionale, e si muove solo quando sei tu a decidere di aprire qualcosa.
Le persone
Gli utenti nominativi, cioè le persone che hanno un accesso con il loro nome. Cresce con le assunzioni e con quante persone fai davvero entrare nello strumento.
È anche la voce che rende quasi inutile il confronto fra listini fatto sul «prezzo per utente»: due fornitori con lo stesso prezzo per utente costano cifre diverse se uno ti chiede una licenza per chi guarda soltanto e l'altro no. La domanda da fare non è quanto costa un utente, ma chi conta come utente.
I consumi
I token AI e lo spazio disco. Li decide l'uso, mese per mese, e all'inizio nessuno sa prevederli bene — né tu né il fornitore.
Dipendono anche da una cosa che nel listino non compare: la qualità di quello che dai in pasto alla piattaforma. Documenti disordinati, duplicati, scansionati male costringono a rileggere e rielaborare le stesse cose più volte, e ogni rilettura è consumo pagato. Chi ha già fatto il lavoro di preparare i documenti aziendali per l'AI parte con una bolletta più bassa, a parità di uso.
Le quattro domande da fare a qualunque fornitore
Valgono per noi come per chiunque altro. Si fanno prima della firma, perché dopo le risposte non cambiano.
1. A che granularità vedo i consumi?
Azienda, area di lavoro, utente, singolo agente? Un totale mensile aziendale dice che hai speso, e si ferma lì. Con quel dato non ribalti il costo su un reparto e non ti accorgi che un agente configurato male sta bruciando metà del budget.
Chiedi di vedere la schermata, non la descrizione della schermata.
2. Li vedo mentre succedono o il mese dopo, in fattura?
Un consumo che si legge solo a fattura emessa è un consumo che puoi correggere con trenta giorni di ritardo. Se il mese in cui qualcuno ha lanciato per sbaglio un'elaborazione su diecimila documenti lo scopri il 10 del mese dopo, hai già pagato.
3. Che cosa succede quando mi avvicino al limite?
Le risposte possibili sono tre, e sono molto diverse fra loro: un avviso, un blocco, oppure l'addebito e basta. Nessuna delle tre è sbagliata in sé, e tutte e tre vanno sapute prima.
Chiedi anche la soglia — l'80%? il 90%? — e chiedi che cosa si ferma esattamente quando si ferma: tutta la piattaforma, la sola parte AI, i caricamenti. Fra si blocca il caricamento di nuovi documenti e si fermano gli agenti in produzione c'è tutta la differenza del mondo.
4. Che cosa pago se smetto?
Quattro cose in una: la durata del piano, il preavviso di disdetta, che fine fanno le risorse pagate e non consumate, e in quanto tempo puoi portare via i tuoi dati. Aggiungine una quinta: con quale preavviso il fornitore può cambiare i prezzi mentre il contratto è in corso, e se in quel caso puoi uscire.
Se la risposta è «nessun vincolo», chiedi la clausola che lo dice. Nei contratti che ci capita di leggere, quasi mai c'è.
Il nostro listino, per intero
Le stesse quattro domande, applicate a noi.
I numeri e i virgolettati che seguono vengono dall'«Allegato C — Listini Prezzi NOEVA», che è parte integrante delle Condizioni di Servizio NOEVA; durata, disdetta e variazioni di prezzo stanno invece nel corpo delle Condizioni. Sono documenti pubblici, consultati il 24 settembre 2026. Gli importi sono in euro, IVA esclusa.
Due piani
Il contratto ne descrive due. PERSONAL è un «piano a consumo per uso individuale con limiti di utilizzo, adatto per utenti singoli e test». TEAM è un «piano a consumo professionale, senza limiti operativi, adatto ad organizzazioni, supporta la collaborazione».
I cinque elementi su cui si paga — quelli che il contratto chiama driver di pricing — sono: organization attive, workspace attivi, utenti nominativi, storage in GB, NOEVA Token AI consumati. L'organization è il contenitore aziendale; il workspace è, testualmente, un'«area di lavoro dedicata con moduli e dati specifici».
I canoni: la piattaforma e le persone
| Componente | PERSONAL (€/mese) | TEAM (€/mese) |
|---|---|---|
| Organization | 0,00 € | 100,00 € |
| Workspace | 0,00 € | 4,99 € |
| Utente | 7,99 € | 7,99 € |
| Storage (per GB) | 0,50 € | 0,50 € |
Una cosa che conviene leggere bene: PERSONAL è un piano a pagamento. L'organization non è disponibile e il workspace non si paga, ma l'unico utente costa 7,99 € al mese, come su TEAM.
Organization, workspace e utenti si fatturano a fine mese sul numero di risorse effettivamente attive durante il mese, e le variazioni hanno effetto immediato. L'esempio è nel contratto: due workspace attivati il 15 gennaio entrano nella fattura di gennaio.
I limiti
| Limite | PERSONAL | TEAM |
|---|---|---|
| Organization | non disponibile | 1 |
| Workspace | 1 | illimitati |
| Utenti | 1 | illimitati |
| Storage | 5 GB | illimitato |
| NOEVA Token | 25 milioni/mese | illimitati |
«Al raggiungimento dei limiti del Piano PERSONAL, il Cliente deve passare al Piano TEAM per continuare l'operatività.»
I consumi: che cos'è un token, e quanto costa
Prima del prezzo serve sapere che cosa si compra. Il contratto definisce il NOEVA Token come «unità di misura proprietaria del consumo di risorse AI sulla Piattaforma», che «rappresenta un'unità normalizzata di elaborazione AI che include token di input, token di output e overhead computazionale dei modelli utilizzati». Tradotto: è un'unità di conto nostra, non una parola e non un carattere, e non corrisponde uno a uno al token di un modello di terze parti. Rende il confronto diretto con il listino di un altro fornitore meno immediato.
Il prezzo è lo stesso sui due piani: cambia solo il limite mensile. Tre righe bastano a dare l'ordine di grandezza, per milione di token:
- Noeva Embedding 1.0 — 0,39 €, il modello che indicizza i documenti;
- Noeva 1.0 — 2,00 €, il modello di testo di base;
- Noeva Video 1.0 — 86,25 €, la generazione video.
Fra la prima riga e l'ultima ci sono 221 volte. È il motivo per cui «i consumi» al singolare vuol dire poco: quanto ti costa un milione di token dipende da che cosa stai facendo fare alla piattaforma. I nove modelli a listino sono in fondo all'articolo.
Le risposte alle quattro domande
A che granularità vedo i consumi. Il contratto promette il monitoraggio «tramite dashboard» senza fissarne il dettaglio. Nel prodotto quella dashboard è la prima cosa che si apre entrando nel workspace: non è una sezione amministrativa da cercare, è la schermata iniziale. Espone il consumo per organization e per workspace, scomposto per modello, con i token consumati e il limite del periodo. Il dettaglio per singolo utente e per singola applicazione oggi non è esposto: se ti serve quel livello, è una domanda da fare in fase di offerta, a noi come a chiunque altro.
Se li vedo mentre succedono. Per lo spazio disco il contratto è esplicito: «il sistema monitora l'occupazione disco in tempo reale». Sui token il monitoraggio in tempo reale è scritto per chi acquista un pacchetto anticipato — «il Cliente può monitorare in tempo reale l'avanzamento del consumo rispetto al pacchetto acquistato tramite dashboard» — mentre sulla fatturazione standard a consumo il contratto fissa solo la fattura, entro dieci giorni lavorativi dalla fine del mese e calcolata sull'utilizzo effettivo.
Che cosa succede al limite. Avviso automatico all'80%, su tre fronti: il pacchetto acquistato, lo spazio disco, il limite di token. Al 100% arriva un blocco, e i due blocchi sono diversi. Sullo spazio disco «il sistema blocca le operazioni che aumentano l'occupazione (es. nuovi upload, nuove indicizzazioni), fino all'acquisto di capacità aggiuntiva»: quello che c'è dentro continua a funzionare. Sui token, «al raggiungimento del 100% del limite, il sistema interrompe le funzionalità AI». Il secondo blocco ferma il lavoro, ed è quello da guardare prima di dimensionare un limite.
Che cosa pago se smetto. Il servizio è attivato alla sottoscrizione e prosegue per la durata del piano scelto — mensile, trimestrale o annuale — con rinnovo automatico e un promemoria via email almeno 15 giorni prima sui piani mensili, 30 sui trimestrali e annuali. Il resto in quattro righe:
- disdetta, scritta via email o PEC: preavviso di 30 giorni sul piano mensile, 60 sul trimestrale, 90 sull'annuale;
- pacchetti anticipati: le risorse o i token non consumati a fine mese «non vengono riportati né rimborsati»;
- alla cessazione: 30 giorni per chiedere l'export completo dei dati, cancellazione irreversibile dopo 90 giorni, nessun rimborso dei canoni già pagati salvo risoluzione per inadempimento grave di 4D;
- prezzi che cambiano in corsa: organization, workspace e utenti si modificano con 60 giorni di preavviso scritto, e in quel caso puoi recedere senza penali entro 30 giorni dalla comunicazione; token e spazio disco, che dipendono dai costi dei fornitori infrastrutturali, si adeguano con 30 giorni di preavviso.
Il prezzo trasparente è quello che sai prevedere
Le tre voci restano quelle: la piattaforma, le persone, i consumi. Le prime due le decidi tu, e stanno in un foglio di calcolo. La terza la decide l'uso quotidiano, e il fornitore può renderla visibile mentre succede oppure lasciartela scoprire in fattura.
È lì che si gioca la differenza, più che nel numero in fondo al preventivo. Un listino basso con i consumi invisibili costa più di un listino alto con i consumi a vista, perché il secondo lo puoi governare: sposti un carico su un modello più economico, chiudi un'area di lavoro che nessuno apre, ti accorgi a metà mese che un agente sta consumando dieci volte il previsto.
Le quattro domande non servono a farti scegliere noi. Servono a farti arrivare alla firma sapendo che cosa succederà il terzo mese, che è quando il pilota diventa un costo ricorrente e qualcuno in azienda chiede conto della cifra.
Dell'ultimo servizio a consumo che paghi in azienda, sapresti dire chi ha consumato che cosa — senza aspettare la fattura?
Appendice: i nove modelli a listino
Prezzi per milione di NOEVA Token, identici sul piano PERSONAL e sul piano TEAM.
| NOEVA Token AI | € / milione di token |
|---|---|
| Noeva 1.0 | 2,00 € |
| Noeva Embedding 1.0 | 0,39 € |
| Noeva Basic 1.0 | 3,10 € |
| Noeva Chat Pro 1.0 | 16,50 € |
| Noeva Chat Basic 1.0 | 11,00 € |
| Noeva Video 1.0 | 86,25 € |
| Noeva Immagini 1.0 | 22,50 € |
| Noeva Audio 1.0 | 8,00 € |
| Noeva Image to Image | 37,50 € |
Fonte: «Allegato C — Listini Prezzi NOEVA», allegato alle Condizioni di Servizio NOEVA, consultato il 24 settembre 2026. I prezzi sono in euro, al netto di IVA.
